Statuto Circolo Tennis Pescara

Nuovo Statuto  modificato dall’assemblea straordinaria del 20 dicembre 2004

in allegato  Modifica Regolamento  Delibera del  CD riunione 6 Marzo 2015

STATUTO CIRCOLO TENNIS PESCARA

CAPITOLO I    SEDE E SCOPI

Articolo 1

L’Associazione Sportiva Dilettantistica denominata “Circolo Tennis Pescara”, fondata nel 1963, si ricollega idealmente a tutta l’attività tennistica svolta a Pescara fin dal 1950.  La sua sede è a Pescara in via G. Marconi n. 355.

I fini istituzionali del C.T. Pescara sono i seguenti:

  1. avviare i giovani al gioco del tennis a mezzo dell’istituzione di una scuola di addestramento e con qualsiasi altra iniziativa;
  2. favorire lo svolgimento dell’attività sportiva ed agonistica assistendo gli atleti nella maniera più idonea;
  3. diffondere la pratica del tennis tra tutti i ceti sociali e mettere a disposizione dei soci l’uso dei campi in maniera che sia assicurata la parità sostanziale tra di essi, stabilendo quote sociali differenziate per età;
  4. migliorare e completare gli impianti fissi attualmente esistenti;
  5. organizzare manifestazioni sportive locali, nazionali ed internazionali, che diano prestigio al Circolo ed alla città di Pescara;
  6. organizzare attività sociali, culturali e ricreative a favore dei soci.

Il Circolo è affiliato alla Federazione Italiana Tennis nei cui confronti si impegna, per sé e per i suoi soci, ad osservare ed a far osservare statuto e regolamenti di detta Federazione e quant’altro deliberato dai competenti organi federali, nonché la normativa C.O.N.I.; non ha finalità di lucro e costituisce un ente non commerciale di tipo associativo, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 04-12-1997 n. 460: Pertanto tale normativa deve intendersi pienamente recepita nel presente statuto e comunque ad essa dovranno sempre conformarsi gli organi del circolo.  I colori sociali sono il bianco e l’azzurro.

 

CAPITOLO  II    FORME DI ASSOCIAZIONE

Articolo 2

Le categorie dei soci sono le seguenti:

a) SOCI BENEMERITI: sono nominati dall’Assemblea dei Soci su proposta del Consiglio Direttivo tra le persone che si sono distinte per benemerenze di particolare rilevo verso il Circolo. Hanno tutti i diritti spettanti ai soci ordinari e sono esenti da ogni quota sociale.

b) SOCI FONDATORI: sono coloro che hanno promosso la fondazione del Circolo Tennis Pescara. I soci appartenenti a tale categoria non possono perdere la qualifica per qualsivoglia motivo e possono esercitare i loro diritti sociali secondo le norme statutarie vigenti per i soci ordinari.

  1.  c) SOCI FINANZIATORI: sono coloro che con speciale contribuzione annuale partecipano allo sviluppo del Circolo. La qualifica e i relativi diritti vengono attribuiti con deliberazione del Consiglio Direttivo.
  2.  d) SOCI ORDINARI: sono coloro che fanno domanda, al Consiglio Direttivo, di iscrizione al Circolo, dichiarando di accettarne lo Statuto sociale in ogni sua parte. L’ammissione può essere rifiutata solo per gravi motivi che comunque non devono essere verbalizzati né comunicati. Le domande di ammissione devono essere presentate e sottoscritte da due soci; il Consiglio Direttivo deve esaminarle nell’ordine cronologico di presentazione ed accoglierle nei limiti della ricettività del Circolo.
  3.  e) SOCI MINORENNI: sono coloro con età fra l’ottavo ed il diciottesimo anno; sono nominati con la stessa procedura prevista per i soci ordinari su domanda del padre o di chi ne fa le veci:
  4.  f) SOCI ATLETI: sono coloro che esplicano attività agonistica e sportiva per il Circolo in modo continuativo. Sono scelti ogni anno, su proposta del Direttore Sportivo, dal Consiglio Direttivo che ne stabilisce doveri e diritti e può revocarne la qualifica in qualsiasi momento.
  5.  g) È fatto divieto di prevedere soci temporanei.

 

CAPITOLO III    MEZZI FINANZIARI

Articolo 3

Per il raggiungimento dei suoi scopi il Circolo si avvale:

  1. delle quote sociali e degli eventuali contributi ordinari e straordinari dovuti dal soci.
  2. dei contributi ordinari e straordinari erogati a qualsiasi titolo da Enti, Aziende e privati;
  3. la quota sociale non è in alcun modo trasmissibile ad altre persone e non è prevista la sua rivalutazione.

Articolo 4

La misura delle quote sociali e degli eventuali contributi ordinari e straordinari dovuti dai soci è stabilita dall’Assemblea dei Soci: il Consiglio Direttivo ne determina modalità e termini di pagamento. Tuttavia per motivate esigenze di carattere gestionale o finanziario e previo parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, un aumento delle quote sociali in misura non superiore al 10% può essere deliberato dal Consiglio Direttivo.

 

CAPITOLO IV    ORGANI

Articolo 5

Gli organi del Circolo sono:

  1. l’Assemblea dei Soci
  2. il Consiglio Direttivo
  3. il Presidente
  4. il Comitato Esecutivo
  5. il Collegio dei Probiviri
  6. il Collegio dei Revisori dei Conti.

Articolo  6

L’Assemblea dei Soci è costituita da tutti i soci aventi diritto al voto.

Le riunioni dell’Assemblea sono validamente costituite in prima convocazione quando siano presenti la metà più uno dei soci aventi diritto al voto; in seconda convocazione, qualunque sia il loro numero. Fa eccezione l’Assemblea straordinaria per la modifica dello Statuto che è validamente costituita con la presenza di almeno un terzo dei soci aventi diritto al voto. Le deliberazioni vengono prese con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei partecipanti aventi diritto al voto. Non sono ammesse deleghe.

Non hanno diritto al voto:

  1. I soci minorenni
  2. I soci iscritti da meno di tre mesi
  3. I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali a prescindere da ogni comunicazione di morosità.

La morosità può essere sanata fino al momento della votazione. Hanno diritto al voto i soci ai quali, per un motivo specifico, il Consiglio Direttivo ha concesso di sospendere temporaneamente il pagamento delle quote sociali. L’Assemblea è convocata dal Presidente con lettera semplice inviata a tutti i soci ed esposta nella bacheca sociale almeno trenta giorni prima della data della riunione.

Articolo 7

L’Assemblea dei Soci ha i poteri previsti dallo Statuto e si riunisce in seduta ordinaria o straordinaria.

L’Assemblea ordinaria si riunisce su convocazione del Presidente:

  1. entro il 31 marzo di ogni anno per approvare il bilancio consuntivo dell’anno precedente;
  2. dal 1 settembre al 31 ottobre, per approvare il bilancio preventivo dell’anno successivo.

I bilanci corredati dagli allegati e da una ampia relazione morale, finanziaria e tecnica, debbono essere a disposizione dei soci presso la segreteria del Circolo almeno venti giorni prima della data dell’Assemblea.

In caso di mancata tempestiva convocazione a norma dell’ultimo comma del precedente art. 6, il Consiglio Direttivo decade e il Collegio dei Probiviri provvede a convocare l’Assemblea dei Soci per l’elezione del nuovo Consiglio.

L’Assemblea straordinaria si riunisce su convocazione del Presidente, allorché ne faccia richiesta:

  1. la maggioranza dei componenti in carica del Consiglio Direttivo;
  2. il 25% dei soci aventi diritto al voto;
  3. Il Presidente.

Articolo 8

Il Consiglio Direttivo è composto da 11 membri e resta in carica 3 anni.

Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, esclusi quelli attribuiti dallo Statuto agli altri organi del Circolo. In particolare deve attuare il programma di attività approvato dall’Assemblea.

E’ validamente costituito quando siano presenti il Presidente o chi ne fa le veci ed almeno cinque consiglieri e delibera a maggioranza dei presenti. In caso di parità decide il voto del Presidente.

L’assenza non giustificata di un componente per tre volte consecutive dalle sedute del Consiglio Direttivo, ne comporta automaticamente la decadenza.

In caso di morte, dimissioni o decadenza di un consigliere, il Consiglio Direttivo può provvedere alla sua sostituzione con un socio avente diritto al voto che diviene consigliere a tutti gli effetti ma che non può entrare a far parte del Comitato Esecutivo.

Qualora i consiglieri eletti vengano a mancare in numero superiore a cinque, il Consiglio Direttivo decade ma resta  in carica per l’ordinaria amministrazione fino all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo; a tal fine il Presidente deve convocare entro un mese l’Assemblea dei Soci.

Articolo 9

Il Presidente ha la rappresentanza legale del Circolo e ne firma gli atti; convoca inoltre e presiede l’Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo e il Comitato Esecutivo, e vigila sulla esecuzione delle deliberazioni adottate.

In caso di assenza o impedimento temporanei, le sue funzioni vengono assunte dal Vicepresidente o, in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo,  da un componente del Comitato Esecutivo appositamente delegato.

Articolo 10

Il Comitato Esecutivo è composto dai seguenti cinque componenti: Presidente, Vice Presidente, Direttore Sportivo, Direttore del Circolo, Tesoriere.

Esercita i poteri delegatigli dal Consiglio Direttivo.

Articolo 11

Comitati temporanei o permanenti possono essere costituiti dal Consiglio Direttivo per la programmazione o per l’esecuzione di atti deliberativi dell’Assemblea o del Consiglio Direttivo stesso. Tali comitati potranno essere composti anche da soci non membri del Consiglio Direttivo. Con la deliberazione di nomina del Comitato, ne vengono determinati la competenza, i poteri e la durata. Il Consiglio Direttivo può altresì affidare uno specifico incarico ad un socio che non sia consigliere.

Articolo 12

L’iniziativa per le modifiche allo Statuto spetta:

  1. all’Assemblea dei Soci;
  2. al Consiglio Direttivo;
  3. ad un quinto dei soci aventi diritto al voto.

Le proposte di modifica dello Statuto, determinate e specifiche, vengono sottoposte all’esame del “Comitato dei Soci per la modifica dello Statuto”, che è composto da venti soci aventi diritto al voto, designati dal Consiglio Direttivo in base ai seguenti criteri elencati in ordine di priorità:

  1. Soci fondatori
  2. Soci che siano stati Presidenti
  3. Soci con un’anzianità d’iscrizione al Circolo di almeno quindici anni e che abbiano ricoperto cariche sociali;
  4. Solo nel caso non si riesca a raggiungere, con i soci appena citati, il numero dei venti componenti il “Comitato dei Soci per la modifica dello Statuto”, l’elenco sarà completato con la designazione di soci del Circolo con un’anzianità di iscrizione superiore ai cinque anni consecutivi e che, possibilmente, abbiano ricoperto cariche sociali.

Il Comitato dei Soci per la riforma dello Statuto esamina le modifiche proposte e, con l’intervento di almeno la metà più uno dei suoi componenti e con la maggioranza dei due terzi dei presenti, vi apporta tutti i cambiamenti ritenuti necessari.

Le proposte di modifiche così formulate devono essere poste all’ordine del giorno di un’Assemblea straordinaria dei Soci (vedi art. 6), appositamente convocata dal Presidente del Circolo, che su di esse delibera in senso favorevole o contrario, senza la possibilità di ulteriori emendamenti.

Le modifiche dello Statuto entrano in vigore il giorno successivo alla loro approvazione.

Articolo 13

ORGANI DI CONTROLLO:

  • COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. È composto da tre membri effettivi eletti a scrutinio segreto dall’Assemblea tra i soci iscritti agli albi dei Dottori o dei Ragionieri Commercialisti o comunque esperti in materia finanziaria e contabile; devono altresì essere eletti due revisori supplenti..

Il Collegio dura in carica tre anni ed ha i seguenti poteri:

  1. sorvegliare e controllare l’Amministrazione del Circolo;
  2. sottoscrivere e controllare il bilancio consuntivo di ogni esercizio.

Ogni quattro mesi il Collegio deve procedere ad una verifica della situazione finanziaria e contabile del Circolo, i cui risultati dovranno essere esposti in un’apposita relazione.

  • COLLEGIO DEI PROBIVIRI . È composto da tre membri effettivi eletti a scrutinio segreto dall’Assemblea tra i soci iscritti da almeno dieci anni al Circolo; devono altresì essere eletti due probiviri supplenti.

Il Collegio resta in carica tre anni ed ha i seguenti compiti:

  1. esplicare le funzioni previste all’articolo 7 per la convocazione dell’Assemblea,
  2. esplicare le funzioni previste dall’articolo 14 in ordine all’elezione del Consiglio Direttivo,
  3. esplicare le funzioni previste dagli articoli 19 e 21 in materia disciplinare,
  4. rendersi interpreti presso il Consiglio Direttivo delle istanze e necessità dei soci.

I membri del Collegio dei Probiviri hanno facoltà di assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo. Fino a quando non siano eletti i nuovi collegi dei Revisori dei conti e dei Probiviri, sono prorogati i poteri dei precedenti, anche se sia trascorso il periodo della loro durata in carica.

In caso di morte, dimissioni o decadenza di un revisore dei conti o di un proboviro, subentrerà nel Collegio il primo degli eletti tra i due supplenti.

 

CAPITOLO V   ELEZIONI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO

 Articolo 14

L’elezione del Consiglio Direttivo viene effettuata dall’Assemblea dei Soci, ordinaria o straordinaria, con voto segreto su liste che possono essere liberamente presentate.

Ciascuna lista deve essere composta da 11 candidati che devono essere soci aventi diritto al voto, iscritti al Circolo da almeno ventiquattro mesi precedenti la data dell’assemblea elettiva.

Insieme alla lista deve essere presentata per iscritto in busta chiusa un programma dettagliato di attività per il triennio, obbligatoriamente predisposto su ciascuno dei punti indicati tra gli scopi del Circolo al capitolo I del presente Statuto e sugli eventuali altri punti e proposte idonei allo sviluppo e alla programmazione dell’attività sociale. I programmi e i nominativi dei componenti la lista devono essere presentati a cura di tre soci entro venti giorni dalla data della lettera con la quale viene convocata la riunione dell’Assemblea per la elezione del Consiglio.

Ciascun candidato deve sottoscrivere dinanzi ai Probiviri o a uno solo di essi una dichiarazione di accettazione della candidatura e del programma presentato dalla propria lista. L’organizzazione delle elezioni è curata dal Collegio dei Probiviri. Le buste sono aperte a cura del Collegio dei Probiviri il giorno successivo alla scadenza del termine per la loro presentazione, e i programmi e le liste devono essere immediatamente resi pubblici.

Articolo  15

I programmi sono illustrati in sede di Assemblea per l’elezione del Consiglio Direttivo, per consentire che su di essi si apra un ampio dibattito tra i soci.

 Articolo 16

L’elezione del Consiglio direttivo avviene con il sistema dell’urna aperta nel giorno successivo alla riunione dell’Assemblea, per la durata di dieci ore.

Ciascun socio avente diritto esprimerà, su schede predisposte a cura del Collegio dei Probiviri, il voto alla lista da lui scelta. La lista che avrà ricevuto la maggioranza dei voti validi vince le elezioni, e sono proclamati eletti gli undici candidati che ne fanno parte. A parità di voti tra due liste, si procede a una seconda votazione che si deve svolgere il sabato o la domenica  immediatamente successiva. Se viene presentata una sola lista, la votazione avviene con le modalità indicate nel presente capitolo e gli undici candidati sono proclamati eletti qualora la lista riceva il voto favorevole di almeno il 20% dei soci aventi diritto al voto; in caso contrario, si procede a una nuova votazione che si deve svolgere il sabato o la domenica successivi.

Qualora anche in questa occasione non si raggiunga il 20% dei voti favorevoli, il Collegio dei Probiviri provvede a riconvocare l’Assemblea dei Soci per l’elezione del Consiglio Direttivo.

Articolo 17

Nella prima riunione successiva alla sua elezione, il Consiglio Direttivo delibera l’assegnazione, tra i suoi componenti, delle cariche di Presidente, Vicepresidente, Tesoriere, Direttore del Circolo, Direttore sportivo.

Eventuali specifici incarichi possono essere affidati a qualsiasi consigliere.

All’atto dell’assegnazione della carica o dell’incarico, il Consiglio Direttivo ne stabilisce in maniera dettagliata il settore di competenza; in tal modo il consigliere diviene responsabile, anche a tutti gli effetti di legge, del proprio settore nell’ambito delle determinazioni assunte dagli organi del Circolo.

Il Consiglio Direttivo può altresì deliberare la revoca della carica o dell’incarico affidato al consigliere.

 

CAPITOLO VI     OBBLIGHI ASSOCIATIVI E SANZIONI

Articolo 18

L’adesione al Circolo comporta:

  1. piena accettazione delle finalità indicate nello Statuto e di tutte le norme in esso contenute, nonché l’osservanza delle deliberazioni prese dagli organi del Circolo. Pertanto i soci sono tenuti a un comportamento improntato ad alto senso civico e in particolare:
  • a fare un corretto uso delle strutture del Circolo, rispettando le disposizioni impartite al riguardo;
  • a evitare atti e comportamenti che possano danneggiare l’immagine del Circolo;
  • a mantenere rapporti di rispetto con gli altri soci e con gli organi del Circolo;
  1. all’obbligo di pagare le quote e i contributi nella misura, con le modalità e nei termini stabiliti dagli organi del Circolo.

Articolo 19

Le violazioni commesse dai soci alle norme previste dalla lettera a dell’articolo precedente sono giudicate dal Consiglio Direttivo, che può procedere d’ufficio o su segnalazione scritta di un socio, svolgendo tutte le indagini ritenute opportune.

Il socio, nei confronti del quale si procede, deve essere convocato dal Consiglio Direttivo, che deve contestargli gli addebiti ed ascoltare le sue ragioni.

A seconda della gravità delle violazioni commesse, il Consiglio Direttivo può adottare i seguenti provvedimenti disciplinari:

  1. richiamo scritto;
  2. sospensione a termine (fino al massimo di un anno);
  3. radiazione:

I provvedimenti disciplinari sono discrezionali, ma i motivi specifici devono essere portati a conoscenza del socio.

Contro i provvedimenti di cui ai punti a, b, c, è ammesso il ricorso al Collegio dei Probiviri, che decide in maniera definitiva con deliberazione che si intende sempre presa alla unanimità.

Articolo 20

È moroso il socio che non abbia provveduto al pagamento delle quote sociali, nella misura, con le modalità e nei termini stabiliti.

Il socio moroso è tenuto a corrispondere, sulle quote dovute e non pagate, gli interessi in misura pari a quelli addebitati al Circolo dagli Istituti bancari.

Trascorsi tre mesi dalla data dell’ultima scadenza di rata insoluta, il Presidente invita il socio moroso a mettersi in regola con i pagamenti delle quote a data corrente, entro il termine di un mese dalla data del ricevimento dell’invito fatto per raccomandata.

Persistendo l’inadempienza oltre tale termine, il Consiglio Direttivo provvederà alla radiazione del socio e al recupero per vie legali delle quote insolute fino alla data della radiazione.

Articolo 21

CLAUSOLA COMPROMISSORIA. Il ricorso alle vie legali nelle controversie con gli organi del Circolo da parte dei singoli soci in merito all’applicazione delle norme disciplinari previste nello Statuto, comporta l’immediata perdita della qualità di socio, che viene sanzionata dal Collegio dei Probiviri.

 

CAPITOLO VII   UFFICIO DI SEGRETERIA

AMMINISTRAZIONE E CONTABILITA’

Articolo 22

Il Direttore del Circolo svolge funzioni di segreteria nel Consiglio Direttivo e nel Comitato Esecutivo.

Gli uffici di segreteria degli altri organi sono assolti di volta in volta secondo le indicazioni degli organi stessi.

Vengono redatti verbali delle riunioni di tutti gli organi in appositi registri.

Le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci, del Consiglio Direttivo e del Comitato Esecutivo devono essere comunicate ai soci mediante esposizione nella bacheca sociale.

Articolo 23

L’Amministrazione del Circolo è tenuta dal Tesoriere che ordina la contabilità in materia che la stessa sia analitica, intelligibile e controllabile in qualsiasi momento.

L’esercizio finanziario annuale va dal 1° gennaio al 31 dicembre.

I bilanci di previsione e i consuntivi vengono compilati secondo i metodi in uso presso le aziende di erogazione.

Il bilancio di previsione annuale deve contenere, compatibilmente con le disponibilità economiche prevedibili, gli impegni di spesa relativi all’attuazione degli scopi didattici, sportivo-agonistici nonché allo svolgimento delle manifestazioni sportive, di cui alle lettere a, b, e dell’articolo 1.

È fatto espressamente divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita del Circolo, salvo che la destinazione o la distribuzione  non siano imposte dalla legge.

Articolo 24

Qualora un componente del Consiglio Direttivo, avendo agito presso terzi in nome e per conto del Circolo, sulla base e in conformità di specifica delibera degli organi del Circolo, debba adempiere a una obbligazione pecuniaria in tal modo contratta, ha il diritto di essere rimborsato in tempi brevi.

A tal fine il Consiglio Direttivo adotterà le conseguenti decisioni; in mancanza, l’Assemblea dei Soci, sentito il Collegio dei Revisori dei Conti, provvederà a reperire i mezzi finanziari occorrenti, utilizzando – se necessario – i poteri previsti dall’articolo 4.

I consiglieri eletti e subentranti, per sostituzione di altri consiglieri, sono tenuti a sottoscrivere le fidejussioni bancarie eventualmente prestate dai consiglieri uscenti.

In caso contrario, l’Assemblea dei Soci, sentito il parere dei Revisori dei Conti, provvederà ad estinguere le suddette fidejussioni; a tal fine dovrà reperire i mezzi finanziari occorrenti, utilizzando – se necessario – i poteri previsti dall’articolo 4.

 

CAPITOLO VIII    SCIOGLIMENTO

 Articolo 25

Su iniziativa del Consiglio Direttivo e con il consenso della maggioranza dei soci di cui all’articolo 2 lettera b, l’Assemblea dei Soci può deliberare lo scioglimento del Circolo. In tal caso il patrimonio sociale verrà attribuito ad altra associazione con finalità analoghe o affini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3 comma 190 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662, e salva diversa destinazione imposta dalla Legge.

 

Allegato Modifica al RegolamentoDelibera del  CD riunione 6 Marzo 2015

Fermo restando lo spirito ed il contenuto dello Statuto del Circolo Tennis, si rende necessario estendere il significato e la operatività del Regolamento vigente per esplicitarne al meglio le diverse letture che vengono date, quali:

  • Le regole già scritte e da ribadire;
  • Le regole che, via via nel tempo, lo stesso CD ha assunte, senza modificare il testo del Regolamento vigente.

È utile ribadire che il locali del Circolo Tennis: sale giuochi, sala Biliardo e di intrattenimento sono frequentabili dai soli soci. Eventuali frequentazioni e/o partecipazioni  degli spazi del circolo o ad attività,  di altre persone, che definiamo ospiti, sono possibili solo attraverso la richiesta di un socio (o gruppi di soci ), alla Segreteria ed autorizzata dal Direttore del Circolo. Il fine deve essere quello di fare  conoscere ambiente, spazi e possibilità di attività ludiche agli ospiti per potere, successivamente, proporre la possibile associazione al Circolo.  Non è consentita la continua frequentazione da parte di non soci, dei locali del Circolo e non possono assumere la qualifica di ospiti gli ex soci che hanno, abbandonato o si sono dimessi, senza aver onorato il dovuto in termini di Quote Sociali o pagato le quote dei servizi erogati (campi, giuoco carte etc.). Il personale del Circolo è tenuto alla immediata comunicazione alla Segreteria di situazioni non lecite e non rispettose della regola sopra descritta. I locali dediti alla ristorazione, al  consumo di bevande e di intrattenimento ai tavoli posti nello spazio Bar, sono aperti al pubblico composto da soci, da iscritti alla FIT e/o partecipanti alle attività che si svolgono nel Circolo.

QUOTE SOCIALI.

Fermo restando quanto previsto dalle modalità  per il pagamento delle quote sociali (quota unica o frazionata)  è necessario normare le quote per i nuovi iscritti. Per questi motivi il CD all’atto della delibera per l’accettazione della richiesta dovrà definire le modalità riguardanti coloro che si iscrivono nel corso dell’anno. Si  ricorda che tutti i soci del circolo devono essere tesserati e che tale necessità deriva dalla nostra affiliazione alla FIT a sua volta sancita dall’art. 1 del nostro Statuto.

USO DEI CAMPI.

Restano inalterate le norme previste dal regolamento in termini di prenotazione e di uso dei campi, da parte dei soci. Si ribadisce la norma che consente AI SOLI SOCI, in caso di prenotazione di una sola ora, di potere proseguire per una ulteriore mezzora in caso di campo libero e non prenotato. Gli ospiti non possono godere della stessa possibilità e sono tenuti al pagamento della ulteriore quota campo. La norma si estende anche al caso di prenotazione dei campi per un tempo superiore all’ora. Non è consentita la possibilità di assumere la qualifica di ospiti agli ex soci che non hanno saldato il dovuto in termini di Quote Sociali o dei servizi erogati (campi, giuoco carte etc.) Il socio che prenota il campo deve essere informato di tale  regola e tenuto a rispettarla, informando  la Segreteria che la sua prenotazione riguarda anche la presenza di un ospite fornendo il suo  nominativo. La tessera FIT, che deve essere pagata alla prima mensilità dell’anno, è necessaria anche per la frequentazione dei servizi Bar e ristorazione.

GIUOCO CARTE.

Il Circolo è letteralmente funestato dalla continua scomparsa di mazzi di carte. Senza soffermarsi sul perché di questo insopportabile fenomeno diviene necessario fissare precise norme di comportamento:

  • Le carte possono essere ritirate, da un solo socio, presso la Segreteria, dietro versamento di una caparra pari al loro costo commerciale. La caparra verrà restituita solo dopo la riconsegna del mazzo di carte;
  • Sarà lo stesso socio a raccogliere le quote di costo del Tavolo da giuoco;
  • I tavoli avranno i costi seguenti:   A) Carte Napoletane 0,50 Euro  a partecipante;
  1.                                                               B) Carte da ramino  1,50 Euro a partecipante.
  2.                                                               C) Bridge 1,50 Euro a socio partecipante

3,00 Euro per l’ospite

GIUOCO BILIARDO.

Fermo restando quando già previsto si propone una diversa regolamentazione nel pagamento della quota oraria dell’uso del biliardo. Il socio che ritira le palline oltre ad essere responsabile della restituzione delle stesse, dovrà occuparsi della raccolta delle quote individuali dei partecipanti, per riconsegnare il dovuto alla Segreteria.

 

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